Virdimura di Simona Lo Iacono è il terzo libro finalista al Premio Asti d’Appello

27 Aprile 2025

È stato selezionato il terzo romanzo finalista per l’edizione 2025 del Premio Asti d’Appello: è Virdimura di Simona Lo Iacono, edito da Guanda e finalista al Premio Wondy.

Nata in un giorno di pioggia e di presagi, Virdimura porta il nome del muschio che affiora tenace dalle mura di Catania e della sua nascita non sa quasi nulla. A crescerla è suo padre, il maestro Urìa, medico ed ebreo, « il più alto dei giudei, il più forte, il più santo ». Un uomo che conosce i segreti delle spezie e i progressi delle scienze, che parla molte lingue, che sa che da tutto bisogna imparare: dalla natura, dalla strada, dalla poesia. A Virdimura insegna a guarire sia i corpi sia le anime, senza distinguere tra musulmani, cristiani o ebrei. E soprattutto le trasmette il segreto più importante: “La medicina non esige bravura. Solo coraggio”. Queste parole Virdimura ripete, ormai anziana, alla Commissione di giudici riunita per decidere se concederle, prima donna della storia, la “licenza per curare”. E davanti a loro Virdimura ripercorre, in un racconto vividissimo, tutta la sua vita: la lotta di suo padre contro l’epidemia di tifo che infesta la città, la solitudine dopo la sua scomparsa, gli studi instancabili sui libri che le ha lasciato, le donne visitate in segreto e operate di notte, le accuse di stregoneria da cui deve difendersi, e soprattutto il legame con Pasquale, l’amico d’infanzia che torna al suo fianco dopo un lungo apprendistato in Oriente, anche lui medico, per restarle accanto sempre, alleato fedele contro tutti gli attacchi della sorte.

Questa la motivazione con la quale i Ghost Readers del Premio hanno selezionato questo romanzo: “Scrivere la motivazione per la scelta di Virdimura non è facile. Le ragioni sono tante e riguardano sia la storia sia il contesto e i tanti messaggi che questo libro manda al lettore.
È un romanzo potente ma allo stesso tempo delicato e gentile. Ambientato a Catania nel 1300, secolo complesso, per certi aspetti vivace ed illuminato per altri oscurantista. In questo contesto si svolge la storia di Virdimura, una delle prime grandi donne, se non la prima, che seguendo le orme paterne, divenne una dutturissa erudita nelle cure con erbe, nella chirurgia, nella medicina. La sua missione era curare tutti, poveri, emarginati, donne perché “la medicina non esige bravura. Solo coraggio “. Per seguire il suo sogno ha dovuto lottare contro pregiudizi e fanatismi in quanto donna e per di più sapiente. Uno dei punti di forza del libro è la scrittura con la quale la Lo Iacono gioca utilizzando una lingua antica, con inserti dialettali, molto ricercata e non facilissima che riesce comunque ad immergere il lettore in un’atmosfera ricca di immagini e rappresentazioni con profumi, colori e rumori. Dopo un primo momento di perplessità ci si lascia trasportare e tutto diventa scorrevole, quasi come una poesia. In questo romanzo magia e scienza, così come coraggio e consapevolezza, si contaminano in uno scorrere di eventi, talvolta incredibili ma sempre con un’intensità non convenzionale. Ultimo ma non ultimo il messaggio che ci arriva… la descrizione di una società multietnica dove convivenze erano possibili grazie ad un equilibrio costruito sulla tolleranza, un mondo in cui le persone viaggiavano in paesi lontani per imparare da razze diverse… per conoscere. Per finire non manca la storia d’amore tra Virdimura e Pasquale, amico d’infanzia che, dopo aver studiato in Oriente, le resterà accanto per tutta la vita”.

Simona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970, è magistrato e presta servizio presso la corte d’appello di Catania, sezione minori e famiglia. Tra i suoi romanzi, Le streghe di Lenzavacche, vincitore del Premio Chianti e selezionato tra i dodici ¬finalisti del Premio Strega 2016, Il morso, L’albatro, La tigre di Noto, vincitore del Premio Letterario Città di Erice 2022, e Il mistero di Anna.

Virdimura di Simona Lo Iacono è il terzo libro finalista al Premio Asti d’Appello

Published On: 27 Aprile 2025

È stato selezionato il terzo romanzo finalista per l’edizione 2025 del Premio Asti d’Appello: è Virdimura di Simona Lo Iacono, edito da Guanda e finalista al Premio Wondy.

Nata in un giorno di pioggia e di presagi, Virdimura porta il nome del muschio che affiora tenace dalle mura di Catania e della sua nascita non sa quasi nulla. A crescerla è suo padre, il maestro Urìa, medico ed ebreo, « il più alto dei giudei, il più forte, il più santo ». Un uomo che conosce i segreti delle spezie e i progressi delle scienze, che parla molte lingue, che sa che da tutto bisogna imparare: dalla natura, dalla strada, dalla poesia. A Virdimura insegna a guarire sia i corpi sia le anime, senza distinguere tra musulmani, cristiani o ebrei. E soprattutto le trasmette il segreto più importante: “La medicina non esige bravura. Solo coraggio”. Queste parole Virdimura ripete, ormai anziana, alla Commissione di giudici riunita per decidere se concederle, prima donna della storia, la “licenza per curare”. E davanti a loro Virdimura ripercorre, in un racconto vividissimo, tutta la sua vita: la lotta di suo padre contro l’epidemia di tifo che infesta la città, la solitudine dopo la sua scomparsa, gli studi instancabili sui libri che le ha lasciato, le donne visitate in segreto e operate di notte, le accuse di stregoneria da cui deve difendersi, e soprattutto il legame con Pasquale, l’amico d’infanzia che torna al suo fianco dopo un lungo apprendistato in Oriente, anche lui medico, per restarle accanto sempre, alleato fedele contro tutti gli attacchi della sorte.

Questa la motivazione con la quale i Ghost Readers del Premio hanno selezionato questo romanzo: “Scrivere la motivazione per la scelta di Virdimura non è facile. Le ragioni sono tante e riguardano sia la storia sia il contesto e i tanti messaggi che questo libro manda al lettore.
È un romanzo potente ma allo stesso tempo delicato e gentile. Ambientato a Catania nel 1300, secolo complesso, per certi aspetti vivace ed illuminato per altri oscurantista. In questo contesto si svolge la storia di Virdimura, una delle prime grandi donne, se non la prima, che seguendo le orme paterne, divenne una dutturissa erudita nelle cure con erbe, nella chirurgia, nella medicina. La sua missione era curare tutti, poveri, emarginati, donne perché “la medicina non esige bravura. Solo coraggio “. Per seguire il suo sogno ha dovuto lottare contro pregiudizi e fanatismi in quanto donna e per di più sapiente. Uno dei punti di forza del libro è la scrittura con la quale la Lo Iacono gioca utilizzando una lingua antica, con inserti dialettali, molto ricercata e non facilissima che riesce comunque ad immergere il lettore in un’atmosfera ricca di immagini e rappresentazioni con profumi, colori e rumori. Dopo un primo momento di perplessità ci si lascia trasportare e tutto diventa scorrevole, quasi come una poesia. In questo romanzo magia e scienza, così come coraggio e consapevolezza, si contaminano in uno scorrere di eventi, talvolta incredibili ma sempre con un’intensità non convenzionale. Ultimo ma non ultimo il messaggio che ci arriva… la descrizione di una società multietnica dove convivenze erano possibili grazie ad un equilibrio costruito sulla tolleranza, un mondo in cui le persone viaggiavano in paesi lontani per imparare da razze diverse… per conoscere. Per finire non manca la storia d’amore tra Virdimura e Pasquale, amico d’infanzia che, dopo aver studiato in Oriente, le resterà accanto per tutta la vita”.

Simona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970, è magistrato e presta servizio presso la corte d’appello di Catania, sezione minori e famiglia. Tra i suoi romanzi, Le streghe di Lenzavacche, vincitore del Premio Chianti e selezionato tra i dodici ¬finalisti del Premio Strega 2016, Il morso, L’albatro, La tigre di Noto, vincitore del Premio Letterario Città di Erice 2022, e Il mistero di Anna.

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