Domenica è stata una bellissima cerimonia del nostro premio, ma a tutti è mancato tantissimo il nostro Massimo Cotto.
Facciamo nostre le parole di Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca Astense e per l’occasione meravigliosa presentatrice insieme all’altrettanto meravigliosa Chiara Buratti:
Il dono che ha ricevuto, la capacità di sedurre attraverso la parola scritta e raccontata, Massimo ha saputo farlo suo a livelli esponenziali, senza mai sfiorare la banalità neanche nelle chiacchierate conviviali.
Delle opere e degli artisti che hanno attraversato la sua vita aveva la capacità di distillarne l’essenza e renderla nettare.
Ma ciò che immediatamente conquistava era l’entusiasmo, a volte adolescenziale, che accompagnava proprio la voglia di condividere quegli incontri, quelle emozioni che hanno reso unica la sua esistenza.
Ti prendeva per mano e attraversando specchi, ti conduceva in altri mondi dove le sue parole compivano la magia di avvolgerti nelle volute di fumo e genio creativo delle stanze del Chelsea Hotel o di graffiarti i timpani e il cuore evocando da High Street in San Francisco l’artista con la voce femminile più disperata e potente che la musica abbia avuto.
Massimo quella magia l’aveva dentro di sé e la riversava dal palcoscenico alla platea attraverso un fluire incessante di emozionanti suggestioni.
Le sue recensioni dei libri, protagonisti di questo premio, sono state un altro regalo, ma quasi esclusivo e intimo per la sua città, città che ha amato al punto da sceglierla per far crescere suo figlio Francesco.
Massimo avrebbe potuto scegliere il mondo ma sapeva bene che le radici sono la base di tutto.
Ha viaggiato nello spazio e nel tempo come un piccolo Ulisse che aveva sempre nel cuore la sua Itaca.
Quante stanze ci sarebbero state ancora da aprire, da raccontare, ma abbiamo una certezza.
La certezza che quelle porte sono solo socchiuse e se sbirciamo all’interno vedremo un paio di scarpe colorate e improbabili e se ascoltiamo oltre il silenzio potremo sentire il ticchettio rassicurante delle dita scorrere sulla sua tastiera…
(Roberta Bellesini)
Grazie a Franco Rabino per la foto di Massimo e Chiara sul palco del nostro Premio.
Roberta Bellesini ricorda Massimo Cotto
Domenica è stata una bellissima cerimonia del nostro premio, ma a tutti è mancato tantissimo il nostro Massimo Cotto.
Facciamo nostre le parole di Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca Astense e per l’occasione meravigliosa presentatrice insieme all’altrettanto meravigliosa Chiara Buratti:
Il dono che ha ricevuto, la capacità di sedurre attraverso la parola scritta e raccontata, Massimo ha saputo farlo suo a livelli esponenziali, senza mai sfiorare la banalità neanche nelle chiacchierate conviviali.
Delle opere e degli artisti che hanno attraversato la sua vita aveva la capacità di distillarne l’essenza e renderla nettare.
Ma ciò che immediatamente conquistava era l’entusiasmo, a volte adolescenziale, che accompagnava proprio la voglia di condividere quegli incontri, quelle emozioni che hanno reso unica la sua esistenza.
Ti prendeva per mano e attraversando specchi, ti conduceva in altri mondi dove le sue parole compivano la magia di avvolgerti nelle volute di fumo e genio creativo delle stanze del Chelsea Hotel o di graffiarti i timpani e il cuore evocando da High Street in San Francisco l’artista con la voce femminile più disperata e potente che la musica abbia avuto.
Massimo quella magia l’aveva dentro di sé e la riversava dal palcoscenico alla platea attraverso un fluire incessante di emozionanti suggestioni.
Le sue recensioni dei libri, protagonisti di questo premio, sono state un altro regalo, ma quasi esclusivo e intimo per la sua città, città che ha amato al punto da sceglierla per far crescere suo figlio Francesco.
Massimo avrebbe potuto scegliere il mondo ma sapeva bene che le radici sono la base di tutto.
Ha viaggiato nello spazio e nel tempo come un piccolo Ulisse che aveva sempre nel cuore la sua Itaca.
Quante stanze ci sarebbero state ancora da aprire, da raccontare, ma abbiamo una certezza.
La certezza che quelle porte sono solo socchiuse e se sbirciamo all’interno vedremo un paio di scarpe colorate e improbabili e se ascoltiamo oltre il silenzio potremo sentire il ticchettio rassicurante delle dita scorrere sulla sua tastiera…
(Roberta Bellesini)
Grazie a Franco Rabino per la foto di Massimo e Chiara sul palco del nostro Premio.
I finalisti 2025

























