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domenica 25 novembre 2018

 

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Premio Asti d'Appello: sale l'attesa

Sale l’attesa per la giornata conclusiva del Premio Asti d’Appello 2012. Le ultime contromarche per partecipare all’evento saranno rese disponibili al pubblico domani, martedì 20 novembre, alla biglietteria del Teatro Alfieri a partire dalle ore 10.
Sarà la poetessa Maria Luisa Spaziani, tre volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, l’ospite d’onore cui verrà consegnato il riconoscimento di Madrina del Premio d’Appello 2012 durante la cerimonia finale al Teatro Alfieri, domenica 25 Novembre.
A lei sarà dedicato l’incontro del pomeriggio di sabato 24 Novembre alle ore 18.30 presso la sala conferenze di Palazzo Mazzetti (Corso Alfieri, 357) riservato ai membri della Associazione Premio Asti d’Appello: un’occasione unica per ripercorrere le tappe più significative della vita di una delle presenze più importanti della poesia e della cultura italiana.
Domenica mattina alle 11 altra celebrazione riservata alla illustre ospite a Mongardino: le verrà consegnata la cittadinanza onoraria del paese, di cui era originaria la madre, corso di una cerimonia che avrà luogo presso il Salone Consigliare del Municipio.

Maria Luisa Spaziani nasce a Torino nel 1922. Mentre la città natale compare pochissimo nella sua poesia, molto presenti sono i paesaggi tra il Piemonte e la Liguria, e le campagne dell’Astigiano, dove vive gli anni dello sfollamento. È lì che impara a conoscere «gli odori, i profumi, le scorze degli alberi, i ritmi della semina», e tutto questo la avvicina al mondo dei contadini: una delle sue poesie più antiche, inserita nella silloge d’esordio, Le acque del Sabato (1954), racconta il paese della madre, Mongardino d’Asti:

Alberi nudi dentro un tempo nudo
sul cielo del paese di mia madre.
Dove s’ingorga l’acqua nei canali
tra l’erba rinsecchita
e la vite s’attorce nella bruma
con mani disperate. […]

A diciannove anni dirige la rivista «Il dado», senza avere mai il coraggio di scrivere su quelle pagine. Tra i collaboratori figurano Vasco Pratolini, Sandro Penna, Vincenzo Ciaffi. Virginia Woolf, poco prima di morire, invia alla giovane Maria Luisa un capitolo del romanzo Le onde, con una dedica autografa: «Alla piccola direttrice». È in quegli anni che conosce anche Leonardo Sinisgalli, presenza importante nella sua formazione letteraria, ed Ezra Pound, incontrato a Rapallo.
Fondamentale è l’incontro con Eugenio Montale. Del loro lungo rapporto ha scritto: «Sodalizio è una bella parola un po’ vecchia che vuol dire un’unione profonda di due creature, sulla base di cose comuni. Questa base di fondo comune tra me e lui è stata sempre la poesia».
Poco tempo dopo il primo incontro, Maria Luisa trova lavoro nell’ufficio stampa di una ditta anglo-cinese a Milano. Anche Montale si è trasferito di recente a Milano, dove lavora per il «Corriere della Sera». Iniziano a vedersi ogni giorno, e nasce così un’amicizia quasi amorosa, che non è paragonabile però a una storia d’amore, visto che nel frattempo la poetessa ha conosciuto Elémire Zolla, studioso della tradizione mistica ed esoterica, che sposa nel 1958 ; testimone di nozze è il poeta Alfonso Gatto.
La Spaziani viene chiamata ad insegnare all'Università di Messina lingua e letteratura francese e proprio in quegli anni in ambito accademico cura volumi come Pierre de Ronsard fra gli astri della Plèiade (1972) e II teatro francese del Settecento (1974). Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dal francese, Pierre de Ronsard, Jean Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, André Gide, Marguerite Yourcenar, Marceline Desbordes Valmore, l'ultima, nel 2009, relativa a una raccolta di poesie di Francis Jammes, Clairières dans les ciel, pubblicata da rue Ballu edizioni, ma pure dall'inglese e dal tedesco. La statura intellettuale della Spaziani supera i confini nazionali: nei viaggi in Francia e negli Stati Uniti ha tra l'altro modo di conoscere personalità di rilievo assoluto del Novecento letterario come Ezra Pound, Thomas Eliot, Jean-Paul Sartre.
Nel 2010 ha ricevuto il Premio Pavese per la raccolta di poesie L’incrocio delle mediane (San Marco dei Giustiniani, 2009).
Di sé ha detto: «Io ho vissuto come volevo. Non ho grandi rimpianti, né rimorsi. Tra le sofferenze più grandi metterei i tradimenti dell’amicizia e dell’amore, e poi alcune difficoltà pratiche che, vivendo da sola, soprattutto in certi periodi, mi creano molto disagio. Quando si è soli, come in fondo sono sempre stata io, bisogna continuare a guidare la propria barca, anche se si è stanchi, anche se c’è la bufera».

Il Premio entrerà nel vivo nel pomeriggio di domenica 25 Novembre, a partire dalle 17.15 quando saliranno sul palco del Teatro Alfieri gli scrittori selezionati nella rosa dei finalisti, già votati ieri dalla giuria popolare (foto: Franco Rabino):

Laura Bosio "Le notti sembravano di luna" (finalista Premio Rapallo)
Luca Di Fulvio "Il Grande Scomunicato" (finalista Premio Bagutta)
Luca Doninelli "Cattedrali" (finalista Premio Bagutta)
Giovanni Greco "Malacrianza" (finalista Premio Viareggio)
Francesca Melandri "Più in alto del mare" (finalista Premio Campiello)
Nadia Scappini "Le ciliegie sotto il tavolo" (finalista Premio Cortina)
Paola Soriga "Dove finisce Roma" (finalista Premio Rapallo)

Presenta la serata Massimo Cotto. Ospite musicale sarà il celebre violinista Uto Ughi, accompagnato al pianoforte da Marco Grisanti.
Considerato tra i maggiori violinisti del nostro tempo, Ughi è un erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta eseguendo la Ciaccona dalla Partita n. 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di Enescu, già maestro di Menuhin. Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste.
Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici. Nell’aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni. Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi per la quale ha registrato, tra gli altri: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, Le Quattro Stagioni, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore-solista, il Concerto di Dvorak con Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei Guarneri esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

 
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